AUSTRALIA

Uluru, Red Centre: itinerario per scoprire il cuore dell’Australia

L’esperienza che non deve mancare nel vostro itinerario di viaggio australiano è un tour nel centro Australia, per immergersi nella cultura aborigena in un paesaggio completamento desertico.

Per non perderci nulla e vivere a pieno l’esperienza, ci siamo appoggiati a Mulgas Adventures, che offre due opzioni: Uluru 3-Day Rock Trip o Uluru Rock-To-Rock Tour. Il Rock-To-Rock tour (3 notti e 4 giorni) è stata la nostra scelta. Ripercorriamo insieme il nostro itinerario!

Cosa portare

  • Vestiti leggeri (la temperatura di giorno potrebbe raggiungere i 40°C)
  • Vestiti più pesanti per la notte (la temperatura scende fino anche a 20°C)
  • Borracce o bottiglie vuote (minimo 3 litri a persona)
  • Scarpe comode, meglio se da hiking
  • Cappellino per il forte sole
  • Flynet
Paesaggio dal finestrino durante il viaggio ad Uluru, Red Centre, Australia

Itinerario

GIORNO 1

Ayers Rock, Yulara, Uluru, Field of Lights

Abbiamo raggiunto l’aeroporto di Ayers Rock (è possibile volare anche all’aeroporto di Alice Spring) da Sydney con un volo Jetstar, compagnia low cost consigliabile per breve tratte. La prima tappa è stato il campeggio a Yulara, cittadina a soli 20 km da Uluru. Da qui, dopo un pranzo ristoratore, ci siamo spostati al Cultural Centre, luogo ideale per conoscere la cultura di Anangu (abitanti del Parco Nazionale di Uluru-Kata Tjuta e della regione del deserto centrale) e l’ambiente naturale del parco attraverso una mostra comprendente video, immagini e racconti. Le regole in queste zone sono molte e precise, infatti è vietato scattare qualsiasi tipo di foto nel Cultural Centre, sia alla struttura che agli aborigeni. Oltre ad essere un posto ricco di cultura è anche l’occasione perfetta per comprare una flynet se ancora non ne avete una: questa retina vi aiuterà a non impazzire per la quantità di fastidiosi mosquitos presenti nel Red Centre.

 

Foto di Uluru o Ayers Rock, il più imponente massiccio roccioso dell'outback australiano

La prossima tappa è Uluru (o Ayers Rock), monolite di arenaria sacro agli aborigeni australiani. Si trova all’interno dell’Uluru-Kata Tjuta National Park (ingresso 25$ per tre giorni, con i tour di Mulgas è compreso nel prezzo). Oltre alla sua imponenza e alle storie e leggende che ne derivano, una caratteristica evidente  è il modo in cui sembra cambiare colorazione, soprattutto all’alba e al tramonto. Abbiamo ammirato con i nostri occhi questo spettacolo da uno dei punti panoramici adibiti.

TIP: scattate una foto al panorama ogni cinque minuti e noterete la differenza dei colori

Lì, accanto a voi potrebbero esserci anche alcune donne aborigene sedute in terra a disegnare.

TIP: scattargli delle foto non è consigliato, la loro cultura non lo vede come un bel gesto; tuttavia, se si acquista uno dei loro dipinti, potrebbero essere più propense a darvi il loro consenso

La sera avevamo prenotato (43$) la visita all’istallazione “Field of Lights”: migliaia di sfere di vetro poggiate su steli si illuminano con il calare della notte e danno vita a un percorso luminoso da togliere il fiato, accompagnato da un cielo stellato come pochi che ne fa da cornice.

TIP: solo su prenotazione e meglio con largo anticipo perché è un’attrazione molto richiesta

 

Scatto notturno a The Field of Light a Uluru, un'installazione creata dall'artista britannico Bruce Munro.

La zona notte è stata l’esperienza più particolare di tutto il viaggio: per tutte e tre le notti ci è stato dato un grande sacco a pelo (swag) e abbiamo dormito in diversi campi con le luci del falò e del cielo stellato australiano.

GIORNO 2

Valley of the Winds, Kata Tjuta, Kings Creek Station

Sveglia alle 4 del mattino per raggiungere il punto panoramico e vedere la meravigliosa alba su Uluru.

Uluru visto all'alba

Con l’arrivo della luce (e dei mosquitos), abbiamo iniziato il nostro percorso di hiking nella Valley of the Winds, La camminata, facilitata dal vento che attenua il caldo torrido, dura circa 3 ore e permette di immergersi nella natura e di ammirare da vicino le dune di Kata Tjuta.
Nel pomeriggio, dopo 3 ore di auto e una sosta nel mezzo del nulla per recuperare un po’ di legna, abbiamo raggiunto Kings Creek Station, un camping dotato di piscina, nel quale abbiamo trascorso la notte intorno a un falò.

GIORNO 3

Kings Canyon, Curtin Springs

Di nuovo sveglia alle 4 per iniziare la nostra camminata nell’imponente Kings Canyon, una parte del quale è un luogo sacro aborigeno, per questo i visitatori sono invitati a seguire i sentieri ben segnalati. La nostra camminata di circa 2 ore e di difficoltà media, ci ha permesso di avvistare due piccoli wallaby (marsupiale simile al canguro ma non abbastanza grande per essere considerato tale) e di ammirare un paesaggio mozzafiato, caratterizzato da rocce imponenti, strapiombi, piccoli buchi d’acqua e cascate.

 

Foto del Kings Canyon, un canyon nel Territorio del Nord dell'Australia

Nel pomeriggio ci siamo diretti all’ultimo camping a Curtin Springs, qui abbiamo vissuto la vera esperienza dell’outback australiano: comforts base e una collina per vedere il sole scendere su Mount Conner, un falò e le stelle. 

GIORNO 4

Yulara, Camels ride, Ayers Rock Resort

Sveglia alle 6 per fare ritorno al primo camping a Yulara, dove è possibile fare un giro su un cammello (15$ per 10 minuti) oppure raggiungere l’Ayers Rock Resort, dove ci sono diversi negozi di souvenir, un bar e un supermercato. Da qui un transfer gratuito vi porterà in aeroporto.

Nonostante le restrizioni che non si avrebbero facendo un viaggio on the road, la vera fortuna di aver organizzato il tutto con guida sta nella ricchezza dei racconti e delle leggende che solo una persona che ha vissuto il posto per anni può regalare.

 

Immagine del Red Centre in Australia

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